Michela Francia

«La mia passione per la ginnastica artistica é nata da piccolissima, tramite i racconti dei miei genitori che mi parlavano di quanto fossero affascinati da questo sport, fatto di forza ed eleganza».

Hai un ricordo dei tuoi primi anni di ginnastica?

«Un giorno i miei genitori mi accompagnarono nella storica palestra della mia città, l’Etruria di Prato, fucina di grandi campioni olimpionici e io me ne innamorai. Ricordo ancora l’odore di vecchie moquettes, dei tappeti in cocco e camoscio e della pece sbriciolata che le ginnaste usavano per non scivolare sulla trave: erano i primi anni ’70.  Proprio in quella palestra vissi per 18 anni, da ginnasta ad allenatrice.

La mia attività da atleta è un ricordo lontano, a ritmo di riscaldamenti segnati dal suono di un tamburello usato dalla mia allenatrice; ricordo la preparazione fisica e la danza classica e il male che sentivamo nel fare le parallele e la trave, che ai tempi erano di legno “vivo”. Impossibile dimenticare gli atterraggi sui tappetini in cocco, il corpo vibrava, era una ginnastica traumatica, fatta su attrezzature durissime che ormai (e per fortuna) sono state sostituite da altre elastiche e imbottite. noi a quei tempi la gommapiuma la mettevamo sotto i body e sotto le calze per attutire quei colpi; sembravamo cuscini e ci prendevamo in giro!

Vivevamo di emozioni e di grande passione, gli allenatori ci parlavano di valori e far parte di quella realtà ci rendeva fieri, tanto da farmi decidere di far diventare questo sport il mio lavoro.

Dopo varie ed importanti esperienze in giro per l’Italia e aver lavorato molti anni con i migliori tecnici e ginnaste nazionali, ho vissuto l’esperienza più formativa della mia vita lavorativa: cinque anni di permanenza alla Brixia Brescia, durante i quali ho avuto l’onore di lavorare con Enrico Casella e con chi, a partire dal 2004, ha scritto la storia della ginnastica, una su tutte, Vanessa Ferrari. Nel 2009, dopo aver preparato l’ Europeo di Milano, a seguito di un cambio di contratto di mio marito cambiai vita, anche se a malincuore».

Quando sei entrato a far parte del Corpo Libero Gymnastics Team? Che tipo di corsi segui?

«Alla fine dell’anno sportivo 2010, stesso problema, direzione Padova! Sono approdata al Corpo Libero Gym Team nel settembre del 2011 con il compito di riorganizzare il settore femminile come direttrice e tecnica del settore agonistico. Alleno da 5 anni la squadra di serie A e un gruppo di agoniste.

Insieme al mio staff, Mara Rodighiero e Laura Canton, abbiamo costruito un sistema di lavoro per avere un vivaio di allieve da poter avviare in futuro a un programma di alto livello.

Un incontro inaspettato e decisamente fortunato quello con il Corpo Libero Gym Team, fatto di persone capaci e dinamiche a capo di una bellissima realtà. Per me é una grande opportunità per rimettermi in gioco e rielaborare i vari sistemi lavorativi appresi in quasi trent’anni di attività.

Questa società mi ha dato moltissimo, sia per i mezzi messi a disposizione, sia a livello umano, un connubio perfetto che mi ha legato profondamente a questa società!»

Quali sono le tue linee guida nell’insegnamento?

«Il mio obiettivo principale è creare un ambiente sereno dove le atlete possono crescere e sviluppare la consapevolezza delle proprie capacità, affrontando i propri limiti con forza. Fondamentale é far nascere in loro l’amore per questo meraviglioso sport e fare, di una piccola parentesi della loro vita, un’esperienza formativa che le accompagni per sempre».

 Scegli una parola che descriva il lavoro di allenatore.

«Empatia, conoscenza, perseveranza e creatività sono gli elementi necessari per operare nel migliore dei modi.

In futuro vorrei costituire un legame profondo e costruttivo tra i vari settori e corsi del club, con un filo logico che leghi il tutto, tante persone e un unico obiettivo: la crescita!»

Se dovessi tornare ginnasta, cosa vorresti imparare?

«Se tornassi ginnasta?  Vorrei assolutamente vestire i colori del Corpo Libero Gymnastics Team!»

 

Michela Francia