Nicola Ceccarello

Quando è nata la tua passione per la ginnastica artistica?

« La prima volta che ho sentito parlare di Ginnastica con la G maiuscola èstata dalla voce di mio padre, che all’età di 16 anni si approcciò a questo sport e gli piacque moltissimo.

Me ne parlòquando avevo 6 anni e insieme a mia cugina di soli 3 mesi piùgiovane rispetto a me iniziammo la nostra esperienza in una piccola palestra al Plebiscito. Si trattava di 3 spalliere e un’asse di equilibrio in legno, niente di più; ma fu proprio lìche nacque la mia passione per la Ginnastica».

 

Hai un ricordo dei tuoi primi anni di ginnastica?

« Si, mi ricordo che in quella semplice struttura avevo imparato la rondata, e mi ricordo che ero l’unico maschietto. L’istruttrice, vedendo in me e in mia cugina alcuni pregi legati alla coordinazione, alla forza e all’agilità, ci consigliòil passaggio in una struttura piùgrande e attrezzata.

Ci indirizzòall’Ardor, la societàdi ginnastica piùlongeva e allora piùblasonata di Padova.

Appena arrivati, entrambi fummo catapultati direttamente all’interno delle sezioni agonistiche e da quel momento cominciarono i veri e propri sacrifici, sia da parte nostra sia dei nostri genitori».

 

 Quando sei entrato a far parte del Corpo Libero Gymnastics Team?

«Sono entrato a fare parte di questo “Circo” nel 2006, da prima come ginnasta in prestito per il campionato di serie B, e successivamente sia come tecnico per piccole mansioni che come vero e proprio atleta di questa società».

 

Cosa rappresenta per te la società Corpo Libero Gymnastics Team?

«Per Me il Corpo Libero Gymnastics Team è come un “Circo”, ma non fraintendetemi: non un circo con gli animali, le bestie , i fenomeni da baraccone (anche se in qualche particolare occasione ci andiamo vicino), ma un circo moderno come potrebbe essere il famoso Cirque du Soleil; una sinfonia di colori sgargianti che si mescolano a creare un bellissimo quadro, di musiche sempre diverse, di cantanti principali e voci fuori dal coro che quando si uniscono su un unico palco danno vita ad un armonioso concerto di artisti, che è quello che Noi ginnasti siamo, piccoli e grandi acrobati folli e scatenati che fanno sembrare semplici evoluzioni “impossibili” e che stanno sempre a testa in giù».

 

Che tipo di corsi segui generalmente?

 « Attualmente tutti i giorni della settimana mi occupo dei corsi agonistici maschili di tutte le età.

Il corso adulti del lunedì e giovedì, che ogni anno continua a darmi sempre grandi soddisfazioni.

In passato ho seguito anche un corso di ginnastica/spettacolo di sole ragazze e in varie occasioni mi è capitato di girare per quasi tutti i corsi che la società Corpo Libero propone all’interno della struttura del Palaindoor».

 

Quali sono le tue linee guida nell’insegnamento?

 «Quello cui aspiro da allenatore è cercare di tirare fuori il meglio da ogni persona che varca la soglia del Palaindoor, in base alle proprie capacità e alle proprie caratteristiche fisiche.

Attraverso la disciplina, la precisione e il sacrificio, ma anche tramite il gioco e lo spirito di gruppo, cerco giorno dopo giorno di creare stimoli ed esperienze sempre nuovi.

In palestra, come nella vita, ci sono dei momenti di difficoltà e questo fantastico sport, dopo ogni caduta, ti da la forza di rialzarti per affrontare con determinazione ciò che ci mette in difficoltà».

 

Attrezzo preferito?

 «Non ho un attrezzo preferito; nella ginnastica maschile sono 6 gli attrezzi sopra ai quali ci si deve esprimere al meglio e, avendo praticato questo sport per ormai 23 anni, li ho amati e odiati tutti allo stesso tempo. Mi sono tutti rimasti nel cuore. Mi ricordo ogni singola volta che ho realizzato un elemento nuovo; un’emozione indescrivibile, sembrava di aver scalato l’Everest con i miei compagni e allenatori come compagni di cordata. Senza di loro non ci sarei mai riuscito».

«Se devo proprio sceglierne uno, quello dove sono in sintonia con quello che faccio è il Corpo libero. E non poteva essere altrimenti; d’altronde la società si chiama proprio Corpo Libero Gymnastics Team. Ho fatto proprio la scelta giusta nel 2006!»

 

Scegli un aggettivo che descriva il lavoro di allenatore

 «Un allenatore deve essere: Appassionato, Coerente, Empatico, Determinato, Coraggioso, Felice, Preparato, Costante e un po’ “Pazzo”, che sono le stesse caratteristiche che un ginnasta aspira a raggiungere.

NIENTE E’ PIU’ CONTAGIOSO DELL’ESEMPIO».

 

Qual è la cosa più importante per un ginnasta?

«In parte ho risposto precedentemente, e aggiungo che è necessario credere in se stessi, a dispetto di ciò che il mondo esterno ti può far credere».

 

Desideri per il futuro?

«Personalmente mi piacerebbe creare insieme ad altri istruttori e atleti di tessuti aerei , di parkour, di danza e di ginnastica artistica , un gruppo di lavoro per portare in scena uno o più spettacoli con una forte componente acrobatica».

 

Se dovessi tornare ginnasta, cosa vorresti imparare?

«Mi reputo ancora un ginnasta, anche se con l’ultima prova di serie A a Maggio del 2016 ho appeso i paracalli al chiodo».

«Se dovessi tornare indietro vorrei credere di più in me stesso senza mettere in dubbio ogni decisione giusta o sbagliata che ho preso. Perché queste decisioni mi hanno portato a essere quello che sono e in questo momento alla fine di questa intervista (dove non nascondo qualche momento di commozione), riflettendoci su, non sono poi così tanto male».